villeveneteacaeranoVille Venete a Caerano di San Marco (a cura di Valmi Volpato) |
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"I Di Rovero e la villa di Caerano"
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Gli affreschi di villa Di RoveroLe pareti esterne - Il salone del piano nobile: i paesaggiGli affreschi di Villa Di Rovero risalgono agli anni che vanno dal 1561 al 1568, cioè nel periodo conclusivo della costruzione della villa da parte del nobile trevigiano Alvise Di Rovero. Furono eseguiti dopo il 1561 perchè a quella data risale la conclusione degli affreschi della vicina villa di Maser a cui senz'altro l'artista di Caerano si ispirò per rappresentare le tre arcate con balaustre ed i paesaggi che decorano le pareti del salone centrale. Furono ultimati prima del 1568 per vari motivi: premesso che l'esistenza della villa fu denunciata al fisco veneziano nel 1567, si deve tener presente che nel 1565 era morta Aurelia Pola, la moglie di Alvise di Rovero e la probabile finanziatrice degli affreschi, e che proprio nel 1568 Alvise si sposò la seconda volta con una certa Chiara, quando quasi sicuramente fu allestita la "camera degli sposi di cui si parla nel 1638 in un documento che è, tra l'altro, quello in cui si attesta per prima la prima volta in uno scritto dell'esistenza degli affreschi. Il riferimento agli sposi non può che attagliarsi ad Alvise ed a Chiara, perchè la presenza di Alvise a Caerano negli anni immediatamente successivi al suo secondo matrimonio è chiaramente documentata e nessun altro erede di Alvise ebbe in seguito i mezzi finanziari per permettersi di affrontare il costo di una tale opera d'arte. Gli affreschi esterni
La decorazione esterna della villa
esistente negli anni attorno al 1960,
La villa era affrescata all'esterno alla maniera delle case e dei palazzi di Venezia e delle principali città venete del tempo. Oggi sono rimaste solo lievi tracce della decorazione esterna e solo grazie alle foto di Giuseppe Mazzotti è possibile conoscerne alcune caratteristiche. Il loro autore è sconosciuto, certamente era un manierista che dipingeva le figure in bianco e nero, amava rappresentare scene della antica storia romana mettendo in evidenza personaggi considerati esempi di grandi virtù morali. Sperduta in mezzo alla campagna del tempo, la villa doveva sprigionare una grande suggestione e designare la presenza di un uomo colto e ambizioso.
Personaggi in toga e figure muliebri che rievocano la vita dell'antica Roma e che ancora negli anni attorno al 1960 erano visibili sulla parete occidentale esterna della villa Di Rovero (foto Fondazione Mazzotti presso F.A.S.T.). Le lunghe vesti, le loro pieghe, il movimento dei corpi, realizzati in stile manierista, richiamano le scene rappresentate nel portico di villa Lezze (ora casa Brollo), situata in via San Francesco (Caerano di San Marco).
Parte dell'affresco esterno ancora visibile negli anni '60 sulla parete meridionale di villa Di Rovero: Muzio Scevola mette sul fuoco la mano che ha sbagliato a colpire il re che vuole soggiogare Roma (il re Porsenna è nella parte alta della piramide) [foto Fondazione Mazzotti presso F.A.S.T.] Gli affreschi interni
Il salone centrale del piano nobile presenta le pareti totalmente affrescate come capitava nelle antiche ville romane, secondo il modello decorativo già avviato da grandi maestri come Raffaello e Giulio Romano, in cui si fondono antichità e modernità. L'autore degli affreschi è un artista manierista, dotato di una certa personalità, sebbene la sua opera risenta dell'influsso talvolta di Paolo Veronese, talaltra di Giulio Romano e di altri ancora. Con ogni probabilità è diverso da quello che ha lavorato all’esterno della villa. La decorazione del salone è costituita principalmente da 3 arcate con paesaggi e da figurazioni messe sulle sovrapporte che si ripetono sui due lati, orientale e occidentale. Lo schema complessivo della decorazione (arcate e balaustre) ed i temi affrontati richiamano chiaramente quelli presenti nella Villa Barbaro di Maser. Vengono presentati in modo particolareggiato prima i paesaggi, poi le immagini allegoriche delle sovrapporte e il resto delle raffigurazioni presenti nel salone. I paesaggiI paesaggi permettono il contatto fantastico con la natura (monti, acque, piante, cielo...) anche all’interno della casa. I richiami alla storia romana, rappresentati da rovine, teatri o acquedotti, sono coniugati con elementi tratti dall'ambiente attuale. La disposizione dei paesaggi all'interno delle arcate serve a simulare quello che si poteva vedere nell'antichità nei cortili delle ville romane, ma riesce pure ad annullare l’architettura reale ed a creare il senso dello spazio. Le vedute rappresentate sono sei e riprendono in parte temi già cari a Paolo Veronese che aveva lavorato nella vicina villa di Maser, ma vengono dall'artista di Caerano rielaborati in maniera personale. Paesaggio fluviale con Septizonium
I ruderi richiamano il mondo romano, invece le Prealpi, il villaggio e i personaggi che popolano la vallata rappresentano l'attualità. L’artista dimostra di amare le tinte forti e si sofferma con incredibile precisione su alcuni dettagli. Paesaggio con rovine
Il soggetto riprende il soggetto rappresentato nella villa di Maser nella stanza a mezzogiorno chiamata degli sposi felici. Il piccolo corso d'acqua, i ruderi da un lato e l’albero dall’altro, il cielo tinto di rosa rendono il quadro molto aggraziato. Paesaggio con acquedotto e rovine di un teatro
Paesaggio con rovine
Paesaggio marino
Il tema delle acque o dei porti è presente pure nella villa Barbaro di Maser dove è utilizzato per creare il senso dello spazio. Il pittore di Caerano preferisce descrivere con minuzia i particolari delle navi, dimostrando di essere un buon conoscitore del mondo marino. Veduta di Castel Sant’Angelo
L’immagine del Castello (probabilmente ricavata da stampe) si pone scopertamente l'obiettivo di rievocare il mondo antico. Nei paesaggi presenti nella villa di Maser il legame con l’antico è invece velato. |
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