villeveneteacaeranoVille Venete a Caerano di San Marco (a cura di Valmi Volpato) |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| /villeveneteacaerano/default/canoni1700 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
argomenti:approfondimenti:
"I Di Rovero e la villa di Caerano"
reperibile presso:
e-mail autore: link di interesse:ist. reg. ville venete |
Il lavoro nelle terre dei Di RoveroCanoni d'affitto riscossi nel 1700 dai Di Rovero dalla possessione di CaeranoI canoni d'affitto richiesti nel 1700La costante preoccupazione di tener le terre e le case agricole sempre affittate a famiglie di contadini capaci di garantire il versamento dei canoni è dimostrata dall'attento controllo che gli amministratori (gastaldi, fattori, agenti) nominati dai di Rovero effettuano, località per località, affittanza per affittanza, sulle rendite riscosse e quelle da riscuotere. I Di Rovero fanno lavorare le loro terre da contadini che accettano di sottoscrivere un contratto di affitto di tipo misto nel quale è prevista la consegna ai padroni sia di una quota fissa di cereali per ogni campo coltivato (per esempio 1 sacco di grano per campo), sia della metà dei prodotti ricavati dal soprassuolo (vino). Questo conferimento di generi va poi accompagnato dalla corresponsione delle onoranze costituite per la maggior parte da pollame, uova e carne porcina. Per quanto riguarda il 1709 si conosce sia il nome dei conduttori delle terre di Caerano sia il canone che pagano. I fittavoli quell'anno sono Antonio Cinel e suo fratello, i quali dovrebbero tenere le terre per cinque anni, ma, per cause non specificate, già nel 1710 la affittanza passa nelle mani di un certo Giacomo Poloni, figlio di Polonio, il quale poi rimane a lavorare le campagne di Caerano dei di Rovero fino almeno al 1725. Verso il 1735-39 un contratto di locazione interessa la persona di Antonio Bressan. Dal 1751 il conduttore ritorna ad essere per altri cinque anni un componente della famiglia Poloni, precisamente Domenico Poloni figlio di Andrea da Caerano. Nel 1756 la affittanza è assunta da Zuane Dametto figlio di Antonio, abitante pure lui a Caerano. Nei contratti di locazione che i fittavoli sottoscrivono con i Di Rovero, il principale prodotto che viene loro richiesto è il grano, circa uno staio (cioè un sacco) per ogni campo. Seguono a distanza altri cerali minori, come l'avena, la segala, il sorgo turco. Una buona considerazione hanno pure i legumi. Il vino prodotto, come succede di norma, viene diviso a metà tra padrone e lavoratore. Una novità per Caerano è l'apparizione fra i prodotti richiesti da i padroni, della canapa, fibra particolarmente richiesta nella tessitura di prodotti largamente utilizzati per la preparazione del corredo e della dote portati dalle spose all'atto del matrimonio. Una relativa novità è quella riguardante il sorgo turco temporivo (mais), prevalentemente destinato all'alimentazione del contadino, introdotto nel Veneto alla fine del '500, ma affermatosi solo nel '700, quando soppianta nella tavola della povera gente la segala, il sorgo rosso ed il miglio. Nel caso di Caerano si tratta ancora di quantità limitate di mais, che solo all'inizio dell'800 avrebbe goduto di grande fortuna. In crescita sembra essere (come in tutto il Trevigiano) la coltura del sorgorosso (o melica o saggina) dalle cui foglie robuste e filiformi si trae materiale per scovoli e scove. L'avena invece continua ad essere coltivata o per soddisfare le esigenze padronali o per produrre la paglia usata per il coperto degli edifici. Una parte pure importante del canone di affitto è costituito dalle onoranze, che sono un residuo di omaggio feudale, talvolta giustificato dall'uso gratuito della casa colonica o dal permesso di allevare pollame e suini sul fondo. Canoni ed onoranze pagati per le case e le terre dei Di Rovero a Caerano nel 1700
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Copyright © 2010 - Powered by web2py - Pubblicazione sito: Giovanni Cavallin