villeveneteacaeranoVille Venete a Caerano di San Marco (a cura di Valmi Volpato) |
|||||||||
| /villeveneteacaerano/default/contesto | |||||||||
argomenti:approfondimenti:
"I Di Rovero e la villa di Caerano"
reperibile presso:
e-mail autore: link di interesse:ist. reg. ville venete |
I Di RoveroIl contesto storico in cui è sorta villa Di RoveroIl dominio venezianoGran parte della storia dei da Rover a Caerano rientra in quella ben più importante della Repubblica di Venezia, che per circa quattro secoli fu la dominatrice indiscussa della Terraferma. Un dominio, quella della Serenissima, che agli inizi del '500 riguardava un amplissimo territorio attorno a Caerano, costituendo un vero e proprio Stato. Esso comprendeva città lontane come Bergamo da una parte, Gorizia dall'altra, Rovereto a nord e a sud arrivava al mare. Al di là del mare Venezia possedeva anche altri vasti territori. Venezia era intervenuta nella politica della Terraferma a partire dai secoli XII e XIII quando i Comuni o i Signori del Veneto erano in continua lotta tra loro per il predominio degli uni sugli altri. Lotte che nel 1339 avevano indotto Treviso, sfibrato dalla lunga contesa con gli Scaligeri, a chiedere alla Repubblica di impossessarsi della città. La dedizione dei trevigiani a Venezia durò pochi anni. Poi, dopo aver dovuto subire altre temporanee occupazioni, Treviso nel 1387 passò definitivamente sotto il controllo di Venezia. E il villaggio di Caerano, assieme al Comune di Treviso, fu parte integrante della Serenissima per oltre quattro secoli. La penetrazione di tipo economico dei veneziani nel territorio dell'Alto Trevigiano nel corso del '400 fu limitata e furono invece i trevigiani ad operare le più importanti acquisizioni di terre agricole, a promuovere un'importante opera di bonifica come la costruzione del canale Brentella, a costruire i mulini lungo il nuovo corso d'acqua. I proprietari cittadini cumularono proprietà imponenti: le maggiori famiglie possedevano centinaia di ettari sparsi un po' dappertutto nelle campagne trevigiane, decine e decine di aziende grandi e piccole, case ed edifici artigianali. Attorno all'anno 1510 il Trevigiano, ed il Montebellunese in particolare, furono sconvolti dalle conseguenze della guerra promossa dalla Lega di Cambrai. Il frequente passaggio di truppe veneziane da un lato, imperiali e francesi dall'altro produssero guasti incalcolabili nelle campagne. Quando la guerra finì con la definitiva riconquista da parte di Venezia della terraferma, e ritornò la pace, Venezia si pose l’obiettivo prioritario di far fruttare quanto più possibile le terre agricole dell’entroterra. Il cambiamento di rotta della politica di Venezia era giustificato dal fatto che, nonostante le lunghe logoranti guerre condotte contro i Turchi, i tradizionali canali di rifornimento e di investimento verso i ricchi mercati orientali si stavano chiudendo. Si assistette quindi all'arrivo nelle campagne di nuovi proprietari, questa volta veneziani, attirati dalla convenienza di lucrare su un'accresciuta disponibilità di manodopera, sul recupero delle terre abbandonate o sottoutilizzate e sul continuo aumento dei prezzi agricoli. Fino alla metà del '500 nel territorio di Caerano e della vicina Montebelluna i trevigiani mantennero comunque un certo predominio nel settore fondiario, non ancora messo in discussione dai nuovi proprietari. Le cose sarebbero cambiate nella seconda metà del secolo quando la proprietà veneziana ebbe una vera affermazione. Il fenomeno delle ville venete(in preparazione) |
||||||||
|
Copyright © 2010 - Powered by web2py - Pubblicazione sito: Giovanni Cavallin | |||||||||