villeveneteacaeranoVille Venete a Caerano di San Marco (a cura di Valmi Volpato) |
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"I Di Rovero e la villa di Caerano"
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Edifici minori fino al 1567L'iniziale unico "cortivo" della villa Di RoveroI fabbricati esistenti nel 1535Nel 1535, in occasione della presentazione dell'Inventario dei beni di Girolamo Da Rovèr, si scopre che sono stati realizzati alcuni fabbricati. Si tratta di un cortivo non serà con una casa da muro coverta da copi per el gastaldor non compida. E’ una nuova costruzione, che non è ancora stata completata, destinata all'abitazione del gastaldo, fatta di muro, coperta di coppi, circondata da un cortivo (cortile) aperto. Accanto alla casa, poi, è stata portata a termine una teza alla vesentina (alla vicentina) da muro coverta da copi con stalla da animali et una caneva sotto dita teza, su la qual sono circa cara do de fen mazego. In altre parole si tratta di un fabbricato rurale, fatto di muro, coperto di coppi, che al pianterreno comprende la stalla per i buoi e la cantina, mentre al piano superiore si trova il fienile dove potevano stare circa due carri del fieno migliore, quello del primo taglio, effettuato verso nel mese di maggio (mazego). Nell'Inventario del 1535 vengono riportate anche alcune notizie riguardanti gli animali e gli attrezzi agricoli lasciati agli eredi da Girolamo da Rover. Nella stalla sono mantenuti tre buoi. Nella cantina si trovano tre tinaci (tini) vecchi, due tine (tinozze) ed un tavolo cui manca una taivella (tavoletta). Soto la qual teza sono custoditi gli attrezzi di lavoro, in particolare i due più importanti per un'azienda agricola di quel tempo: il carro e l'aratro. Il carro posseduto dai Rover è ferado (con le ruote ferrate), invece il varsor (l'aratro) ha i suoi accessori: il gomier (vomere), le cariuole non ferade (l'avantreno dell'aratro, che poggia su due ruote). Sotto la teza, che appare quindi dotata di uno spazioso portico, si trovano anche uno scalon (grande scala) e dei tiranti utilizzati per rinforzare la struttura muraria degli edifici. I Rover quindi hanno dotato la loro possessione di Caerano degli edifici necessari alla gestione diretta delle loro terre agricole. Al momento di costruire hanno dato la precedenza alle esigenze degli animali e del lavoro agricolo, rispetto alla casa del gastaldo, che non è ancora stata terminata. I fabbricati esistenti nel 1567L'inserimento della villa cinquecentesca in un contesto rurale è testimoniato dalla sua collocazione all'interno di un cortivo serato di muro nel quale coesistono altri edifici che hanno una destinazione d'uso sia residenziale che agricola. Notizie in merito alle costruzioni presenti si trovano nella denuncia fiscale presentata verso il 1567, nella quale, assieme alla dichiarazione di avere costruito la casa padronale, Alvise Di Rovero afferma di possedere due teze da muro coperte de copi una per stala de cavali, l'altra per tinaci e caneva una colombera grande un tezon da vache de muro coperta de copi con una caseta contigua de muro coperta de coppi, un revetene con forneli da trar seda forno pozzo horto. Appare chiaro che, rispetto a quanto emerso nei documenti precedenti, si è avverato lo sdoppiamento dell’unica iniziale teza, in conseguenza del quale ora ci troviamo di fronte a due edifici ben separati l’uno dall’altro. La prima teza è destinata ad ospitare la stalla dei cavalli, mentre la seconda risulta adibita a cantina. Altri edifici di recente realizzazione sono la colombaia, definita grande a causa della sua altezza; la stalla grande per le vacche, che ora viene chiamata tezon da vache visto che ne ospita ben ventotto; la caseta contigua, fatta di muro e coperta di coppi, con una destinazione d'uso non specificata, ma che si può facilmente supporre essere a beneficio di chi lavora nella stalla. E’ presente anche un locale con i fornelli necessari per scaldare l'acqua dove mettere in ammollo i bozzoli prima di iniziare ad estrarre la seta. Intorno al cortile trovano posto altri nuovi annessi rustici come il forno, il pozzo, l'orto. Tra le altre cose è presente un locale adibito alla trattura della seta, i cui proventi vanno certamente ad integrare quelli ricavati dall'attività agricola tradizionale e che presuppongono l'esistenza della coltura, nella campagna dei Da Rover e nel territorio circostante, dei bozzoli di baco da seta. |
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