villeveneteacaeranoVille Venete a Caerano di San Marco (a cura di Valmi Volpato) |
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"I Di Rovero e la villa di Caerano"
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La villa Di Rovero a CaeranoLa villa nel 1616Le stanze della villa nel 1616Il documento della consegna in affitto della villa ai veneziani Girardi, avvenuta nel 1616, descrive stanza per stanza ciò che vi era conservato e che doveva essere tenuto in buona considerazione da parte dei conduttori e permette, quindi, di conoscere, pur con qualche approssimazione, quale fosse allora la dislocazione delle stanze. Allora come oggi, la casa dominical o la villa padronale si componeva di tre piani ed ha la facciata rivolta verso sud. Il piano terra aveva quattro stanze principali poste ai quattro angoli del fabbricato, con altri due locali più piccoli situati in posizione intermedia e laterale. Le tre stanze rivolte a sud ed a sud ovest venivano chiamate mezzadi, più precisamente il mezzado da basso ... verso mattina, il mezzado sopra l'acqua verso sera e, a nord del precedente, il mezzà di sopra. Due altre stanze, disposte nell'area settentrionale della villa, erano utilizzate come cantina (caneva) e come lavanderia (loco della lis(s)ia). Un ultimo locale, quello che manca per completare la descrizione del pianterreno, era quello occupato dalla scala interna che conduceva ai piani superiori. Gli ambienti principali del pian terreno (eccetto la cantina ed il mezzà di sopra) erano dotati di impianto di riscaldamento (il caminetto con la cappa) e la lavanderia possedeva anche un fornello per scaldare l'acqua, che però era in quel momento sprovvisto di paiolo (senza caldiera). Il primo piano riprendeva sostanzialmente lo schema di quello inferiore. Nella zona centrale c'era il salone (la salla) molto luminoso perché servito, per ognuna delle due estremità, da due ampie finestre e da un portone d’ingresso dotato di feri... per metter le stanghe. Sicuramente tre delle quattro camere principali (la camera ... verso mattina, e l'altra camera di sotto,camerino” di sopra l'acqua") disponevano di un caminetto (la napa del camin) e, almeno due, anche di un sistema per l'uscita dei fumi ed il ricambio dell'aria. In corrispondenza della scala interna, da un lato si trovava una cameretta e di fronte, dalla parte opposta, un “tinello” con pizuol balcon. Si poteva, utilizzando la scala, salire al secondo piano dove erano dislocate quattro stanze di cui tre destinate a granai (biavari) ed una adibita da salvaroba (guardaroba). Serramenti e mobilio nel 1616Quale fosse la condizione dei serramenti e del mobilio nel 1616 è rilevabile sempre nel documento con il quale viene fatta la consegna dell'intero immobile ai signori Girardi. Una volta convenuto che era necessario eseguire degli interventi di straordinaria manutenzione ai serramenti esistenti nella villa, le parti contrattuali si misero d'accordo che i lavori venissero eseguiti dai nuovi conduttori, ma a spese a carico dei padroni. Venne stabilito che bisognava rifare una porta cativa e marza posta al pianterreno (in un mezado da basso); rifare doi finestre marze in una camera di sopra e bisognava anche acconciare le altre; rifare la finestrella sopra il porton della detta salla verso mezo dì perchè tutta rotta. Vennero contati tutti i vetri che risultavano rotti e si scoprì che erano 150 quelli da rimettere o da risistemare nelle camere e nella sala di sopra. Un unico intervento importante di straordinaria manutenzione muraria venne inserito nel programma dei lavori da compiere e fu quello che riguardava i rifacimento di una parte del pavimento nel tratto che collegava il salone con la scala che portava al piano inferiore. L'impressione che si ricava dall'elenco del lavori da fare è che la villa si trovasse in uno stato di precarietà, dovuto alla scarsa disponibilità di denaro da parte dei padroni e alla loro impossibilità di operare regolarmente i necessari interventi di conservazione e di miglioramento. Per quanto riguarda il mobilio dato in uso ai nuovi inquilini, quello che i Rovero fecero trovare ai Girardi nella villa di Caerano si limitò ad alcuni armadi, grandi e piccoli (quattro armeri e tre armeruol), distribuiti soprattutto nelle stanze del piano superiore. In una delle camere del primo piano, poi, s'atrova(va) una tavola di nogera (di noce) con li suoi cassettini non troppo buona. |
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