villeveneteacaeranoVille Venete a Caerano di San Marco (a cura di Valmi Volpato) |
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"I Di Rovero e la villa di Caerano"
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La villa Di Rovero a CaeranoLa villa nel 1639Dopo che la nobildonna Elena Pisani ebbe concesso che i figli di Alvise Di Rovero potessero riscattare i beni di Caerano, iniziarono nel 1639 le perizie per quantificare le spese che erano state affrontate per i lavori di miglioramento realizzati nella villa e negli altri edifici minori, soprattutto allo scopo di stabilire l'importo da consegnare a Elena Pisani, a titolo di risarcimento. Le relazioni finali descrivono in modo dettagliato il numero delle aperture o dei fori esistenti in ogni stanza del palazzo e il tipo di infissi che furono sostituiti o riparati. I lavori più appariscenti e più costosi che sono stati eseguiti nella villa di Caerano hanno riguardato la manutenzione straordinaria della struttura muraria ed in particolare la sostituzione dei travi portanti del tetto ed il consolidamento del solaio del primo piano. Ma gli elementi oggetto delle maggiori attenzioni sicuramente sono stati i serramenti, soprattutto quelli esterni. Il piano terra del palazzo è costituito da due settori principali: i mezadi a pé pian e la caneva e sotto scala. In quest’ultimo settore è compresa pure la cusina. Nei mezadi si sono cambiate sei finestre, complete di vetri, e sono stati rimessi cinque balconi di legno di larice. A quattro balconi della cucina, invece, sono stati posti dei piccoli telai per sostenere il tessuto di tela di protezione ed, inoltre, in uno di essi è stato necessario sistemare una piccola inferriata. Sono state rimosse e cambiate anche diverse porte che si aprono nei mezadi, nella caneva et sotto scala e nella cusina. Per quanto riguarda il primo piano, nel salone centrale (portego) sono state rifatte le quattro finestre centinate (arcuate nella parte alta) fornite di vetro e sono stati sistemati altrettanti nuovi balconi di abete che si aprono a libro; allo stesso modo si aprono a libro le porte… (o) .. li portoni che servono come intrada nel portego uno per parte, fatti con legno di larice, con la parte centinata soprastante protetta da vetro e rete metallica. Il salone è raggiungibile attraverso la scala di accesso che si trova all’esterno, ma, esaminando bene il testo, viene la tentazione di supporre l’esistenza non solo di una, ma di due scale esterne, una meridionale ed una settentrionale. |
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